COORDINAMENTO PRECARI E DISOCCUPATI DELLA SCUOLA della Provincia di Venezia


 

 

alle NEWS

LE PROPOSTE

DI ANDREA FLORIT


 

In questa pagina potete trovare

alcune mie idee:

 


9)  04/10/2008.  I DUE BUDINI

Ci sono due questioni che ci stanno molto a cuore e di cui nessuno pare interessarsi. I problemi nascono dagli ormai chiari progetti che Gelmini, governo e maggioranza hanno in relazione al futuro sistema di formazione e reclutamento dei docenti, che si concretizzerà nell'approvazione del DdL Aprea (C.953) e nelle norme attuative che ne discenderanno.

Sono due questioni importanti che vorremmo venissero seriamente prese in considerazione da chi, attualmente, sta decidendo del futuro di molti lavoratori.

1) La prima riguarda gli INSEGNANTI CHE NON INSEGNERANNO. Chi sono costoro? Sono tutti quei docenti laureati privi di abilitazione che hanno conseguito il proprio titolo accademico in questi ultimi anni o che lo conseguiranno prima dell'esordio del "nuovo sistema" di formazione, iscritti o che si iscriveranno nelle terze fasce delle graduatorie d'istituto, che si ritroveranno tra un paio d'anni ad avere sulle spalle non pochi anni d'insegnamento (basti vedere il massiccio ricorso alle graduatorie d'istituto per esaurimento delle GaE già quest'anno), ad avere acquisito un'esperienza professionale di non poco conto, ad avere impostato le proprie scelte lavorative nel campo dell'istruzione pubblica, ma senza aver mai avuto l'occasione di conseguire un'abilitazione per mancanza del corso ssis specifico, per non essere rientrati nella selezione d'ingresso o più semplicemente per rinuncia dato che fin dal IX ciclo del 2007 era nota la chiusura legislativa delle GaE. Non sono pochi. Sono e saranno decine di migliaia. Ma non si ritroveranno né tra quelli che accedono alle GaE (che prima o poi entreranno in ruolo), né tra gli universitari a numero programmato (che, forse tra un anno, potranno "entrare" nel nuovo sistema recluto-formativo, e che dopo laurea e anno di tirocinio saranno scelti indeterminatamente dalle scuole a partire dal 2012). Il loro futuro professionale ha la consistenza di un budino. Tutti questi insegnanti saranno ulteriormente utilizzati nei prossimi anni per coprire i buchi di supplenza, ma non potranno mai essere assunti a t.i.. A un certo punto si ritroveranno disoccupati, con anni di insegnamento maturato, ma senza aver mai avuto nessuna occasione di accesso al ruolo.
Nei prossimi tre anni scolastici ci sarà l'inevitabile blocco del turn-over cioè, per poter garantire la pianificazione Tremonti di riduzione di 100mila posti entro il 2012, fino a tale scadenza non verranno più fatte assunzioni in ruolo, ma si agirà solo attraverso i pensionamenti e la riconversione dei sovrannumerari. Dal 2012 riprenderanno le assunzioni, ma si attingerà da una parte alle GaE, per ordine di graduatoria, e dall'altra alle liste regionali dei neo-laureati, per ordine di gradimento delle scuole.
Cosa fare allora per questi insegnanti? E' un problema serio, di cui chi governa non può non farsi carico. Non siamo certo qui a chiedere sanatorie (improponibili, soprattutto alle porte del nuovo reclutamento) né a voler generare altro precariato destinato a rimanere tale. Ma un'opportunità, un'occasione a questi docenti "deve" essere data. Quello che noi proponiamo pertanto parte da un semplice ragionamento: se si è ricorsi a loro con una certa continuità è stato verosimilmente per disponibilità di cattedre in situazione di esaurimento di GaE.
Ebbene, lasciando pure, nel 2012, il 50% dei posti disponibili per le assunzioni a t.i. al reclutamento "programmato" dalle nuove liste regionali (dei neo-abilitati) e il restante 50% al reclutamento da GaE, ove non esaurite, ebbene, dicevamo, la fetta del 50% rimasta disponibile per le graduatorie risultanti esaurite, invece di essere assegnata "in aggiunta" alle liste regionali, (almeno) per il primo biennio dovrà essere riservata a questi docenti. Come reclutarli? E' ovvio che per il 2012 dovranno essere pronte le loro graduatorie di merito o liste cui attingere. E' ovvio che dovranno essersi abilitati e dovranno essere stati sottoposti ad una prova concorsuale. Pur lasciando a governo e ministero la libertà di scegliere le procedure abilitante e concorsuale ritenute più idonee, riteniamo che quella più semplice sarebbe di integrare questi candidati nella fase finale del nuovo sistema di formazione e reclutamento, ossia facendo affrontare loro la medesima prova abilitante conclusiva del primo ciclo di formazione (nuovo sistema) dei neo-laureati aspiranti al reclutamento (eventualmente estesa alla frequenza dell'ultimo anno accademico di formazione). L'abilitazione avverrebbe secondo un numero programmato, basato sul 50% dei posti disponibili nel successivo biennio e in situazione di GaE esaurita. Non si creerà così nuovo precariato, non si ripopoleranno le GaE con procedure abilitanti allargate, non si toccheranno i diritti degli iscritti in GaE. Questi abilitati entreranno nello stesso sistema di reclutamento previsto, nel successivo biennio, dalle nuove procedure (ma sul 50% destinabile alla GaE risultante esaurita) e non sarà stata negata loro la possibilità di usufruire di un diritto acquisito negli anni.
Quanto detto deve però essere inserito ora in un apposito articolo aggiuntivo al DdL Aprea C.953 e dovrà interessare tutti coloro che, privi di abilitazione, avranno maturato esperienza d'insegnamento al momento della prima procedura abilitante prevista dal nuovo sistema formativo per insegnanti, indicativamente nel 2011/12 (Es. "Art. X: In concomitanza della prima procedura abilitante conclusiva delle annualità accademiche formative di cui all'art. yy ..."). Se si decide ora per il passaggio dal vecchio al nuovo reclutamento, si deve decidere ora anche per chi ci è rimasto incastrato in mezzo.

2) La seconda questione è sotto forma di domanda, dato che ci appare della consistenza d'un budino pure il funzionamento di un reclutamento fatto direttamente dalle scuole.
Il ragionamento è semplice come pure lo è la domanda che ne segue. Nell'attuale reclutamento si assumono i primi di una graduatoria di persone (che sceglieranno poi la sede tra quelle disponibili) creata in base ad un punteggio acquisito per esami e/o titoli e servizio. Con il nuovo criterio prospettato dall'Aprea, e sponsorizzato dalla Gelmini, saranno le scuole (i presidi, si suol dire) a selezionare direttamente i neoassunti attingendo ad una lista regionale. Appare evidente che dovrà esistere un criterio, normato per legge, che indichi quali scuole rispetto alle altre godranno della precedenza per poter reclutare i propri insegnanti, dato che le assunzioni non saranno mai sul 100% delle disponibilità. Ad esempio: supponiamo che a Venezia ci siano 10 cattedre disponibili per Matematica e 10 per Inglese, distribuite su 16 scuole (alcune hanno quindi disponibilità per entrambe le materie) e che il contingente autorizzatorio sia sul 60% delle disponibilità. Domanda: con quale criterio si pensa di stabilire "quali" di quelle 16 scuole hanno diritto di reclutare e per quali materie (se sono più d'una) e con quale ordine di precedenza poi (quale sceglie per prima il candidato "migliore")? E poi, quand'anche venisse inventato un qualche criterio (che temiamo potrebbe basarsi sulla famigerata e risibile valutazione nazionale degli istituti scolastici) perché mai una povera validissima insegnante, con una cattedra disponibile in una scuola a lei congeniale a 100 m dalla casa dove ha famiglia, dovrebbe per forza essere assunta solo da una rosa di scuole magari a 100 km di distanza? Anche qui avremmo delle proposte, ma per ora ci limitiamo a porre l'interrogativo (che forse a Roma non si sono ancora posti).
 

 

 


09/10/2005  (agg. 20/01/06)

8. GP E SUPPLENZE 2006: ALCUNE PROPOSTE

Pubblico alcune mie proposte relative alle GP e alle nomine di supplenza 2006 (anche come spunto di riflessione), finalizzate alla produzione di un apposito DL.


P1) Approfittando del rinnovo biennale delle GP in vigore quest'anno: le domande per l'aggiornamento e l'integrazione delle GP vengono prodotte, ogni anno, dagli interessati sempre tra il 16 agosto ed il 14 settembre dell'anno antecedente a quello della pubblicazione, facendo valere, quindi, i titoli conseguiti fino all'a.s. già concluso.
Pubblicazione delle GP provvisorie entro il 30 marzo. Presentazione dei reclami nei 10 giorni successivi alla pubblicazione delle provvisorie. Possibilità di chiedere il trasferimento di provincia
(dopo aver visionato le provvisorie) dal 1° al 15 aprile, con apposita istanza. Pubblicazione delle GP definitive entro il 15 maggio.
Es., per il prossimo aggiornamento, presentazione delle domande dal 16 agosto al 14 settembre 2006, con i titoli conseguiti fino al corrente a.s. (2005/06). Provvisorie entro il 30/3/07, definitive entro il 15 maggio 2007. Si "perde" la valutazione dell'ultimo a.s., ma è regola che vale per tutti, permettendo però anche ai sissini del VI ciclo di non avere svantaggi a seguito dell'aggiornamento biennale. Con il limite del 12/9/06 si consente comunque anche agli abilitati dei corsi speciali di inserirsi nelle GP 2007/08. L'aggiornamento dei titoli torna così "annuale" dal 2007, senza penalizzazioni temporali anche per i sissini del VII ciclo, rispetto ai cicli precedenti. Si impegnano i Csa nei periodi antecedenti a quelli della mobilità, evitando così pubblicazioni ritardatarie a ridosso delle assunzioni.

P2) Abolizione del raddoppio del punteggio per il servizio in montagna, isole minori e penitenziari, perlomeno a decorrere dal servizio prestato nell'a.s. 2006/07, ovvero sua conversione in titolo di preferenza a parità di punteggio (alla stessa stregua dei figli a carico) per ogni anno di servizio "disagiato".

P3) Iscrizione nelle GP e GCI di un'unica provincia. Per la prima fascia delle GCI, l'iscrizione in GP comporta l'inserimento nelle GCI di "tutte" le scuole della provincia (in pratica la GP viene a coincidere in tutto e per tutto con la 1^ fascia della GCI). Gli iscritti nelle GP di due province mantengono tale prerogativa, pur permanendo il vincolo della provincia unica per GP+GCI.

P4) Suddivisione delle supplenze nei seguenti "tipi":
- a) annuali, conferite su posto effettivamente libero e disponibile per l'intero a.s. ed entro il 1°/2;
- b) fino al termine delle attività didattiche, su posto disponibile solo di fatto per l'intero a.s. ed entro il 1°/2;
- c) temporanee, per supplenze differenti dai tipi a) e b) di durata superiore agli 8 giorni;
- d) brevi, per coprire assenze occasionali del titolare di durata non superiore agli 8 giorni;

- per le supplenze di tipo a) e b) si utilizza la GP o, se esaurita, la II e III fascia della GCI, sia per le cattedre intere che per "qualsiasi" spezzone orario; l'individuazione dei destinatari iscritti in GP è affidata, fino al 1°/2, al dirigente di una scuola-polo di riferimento; solo in caso di esaurimento della GP, l'individuazione spetta al dirigente della scuola interessata che, nel secondo ciclo, per gli spezzoni, valutata la convenienza economica per l'Amministrazione, può offrire delle ore aggiuntive al personale già in servizio, senza superare le 24 ore settimanali e senza la possibilità di frammentare uno spezzone, o una cattedra, tra più docenti in servizio, a meno di esaurimento anche della GCI;
- per le supplenze di tipo c), e per quelle di tipo a) e b) in caso di esaurimento della GP, il dirigente della scuola interessata scorre la GCI (con reclutamento via telefono ovvero per telegramma);
- per le supplenze di tipo d): nel primo ciclo, i dirigenti sono autorizzati a reclutare telefonicamente, scorrendo l'intero elenco degli inclusi in GCI, il primo docente che si dichiari immediatamente disponibile alla copertura del posto, senza rispettare necessariamente la precedenza di graduatoria (in caso di successive ulteriori necessità di sostituzione breve, il dirigente è autorizzato ad interpellare primariamente i docenti già precedentemente reclutati); nel secondo ciclo, per la copertura delle ore, il dirigente utilizza invece i docenti in servizio; in entrambi i cicli, nel caso l'assenza del titolare dovesse protrarsi per un ulteriore periodo, superiore agli 8 giorni ovvero eccedente, nel complesso, i 16 giorni, scatta il reclutamento per scorrimento della GCI, secondo l'ordine d'inclusione (con il mantenimento in servizio, nel primo ciclo, del primo supplente fino all'assunzione di quello nuovo).

P5) Ad ogni aggiornamento delle GP, gli iscritti devono dichiarare se e per quali graduatorie sono interessati al conferimento di supplenze. La rinuncia ad una proposta di assunzione non comporta sanzioni; l'abbandono di una supplenza comporta l'impossibilità di essere nuovamente assunti a qualsiasi titolo per lo stesso anno scolastico, a meno di giustificati motivi ovvero per accettare una supplenza di "tipo" superiore, entro comunque il 1°/2; l'abbandono in favore di una supplenza dello stesso tipo, ma per un numero maggiore di ore settimanali è possibile solo per le supplenze di tipo b) ed entro il ventesimo giorno dall'inizio delle lezioni ovvero, trascorso tale termine, entro l'ottavo giorno dalla data di assunzione. Per le supplenze su spezzone vige il diritto al completamento dell'orario settimanale
.

P6) In caso di mancanza o ritardo dell'attivazione del sistema informatico centralizzato, finalizzato alla gestione delle supplenze, utilizzare, per tutte le nomine di tipo a e b, le scuole polo -di riferimento, cui assegnare un ordine di scuole o un gruppo di classi di concorso, ricorrendo ad esse quantomeno fino al 1° febbraio.

P7) Attivazione del corso biennale di specializzazione universitaria (art. 5) solo in quelle regioni in cui la corrispondente graduatoria di merito dell'ultimo concorso per esami e titoli risulti esaurita per almeno i due terzi degli inseriti.

P8) Autorizzazione all'assunzione a T.I., per l'a.s. 2006/07, di almeno 40mila ATA.

P9) Riduzione dei punteggi attribuiti a ciascun "Altro titolo" di cui alla lettera C della tabella, con un tetto massimo di 15 punti complessivi.
 

 

 

 

 


 

25/07/2003

7. UNA PROPOSTA PER IL PUNTEGGIO NELLE GP

Riservo una pagina a parte ad una mia proposta sul punteggio nelle graduatorie permanenti (aggiornata al 26/08/2003), nel tentativo di riequilibrarne la struttura. 

 

25/04/2002

6. DUE PROPOSTE PER IL RECLUTAMENTO

Riservo due pagine a parte alla mia proposta n. 1 per il nuovo sistema di reclutamento dei docenti (aggiornata il 30/08/2003) e alla proposta n. 2 sul reclutamento (aggiornata il 30/08/2003), in vista dei cambiamenti che ben presto coinvolgeranno anche le assunzioni a T.I.. Buona lettura. 

 


 

5. Sui 30 punti. (tema trattato a parte)

4. La riforma dei Cicli scolastici. (08/12/2001)

3. Le "nuove" Graduatorie Permanenti 2002/03. (20/09/2001)

2. L'accesso alle Graduatorie Permanenti 2002/03. (20/09/2001)

1. Le nomine dei supplenti annuali da parte dei DS. (09/07/2001)

 

 



 

08/12/2001

4. LA RIFORMA DEI CICLI SCOLASTICI

 

INTRODUZIONE

Quanto riportato di seguito trae spunto dal progetto ministeriale di riforma dell'ordinamento scolastico emerso dalla relazione sul lavoro svolto dalla "Commissione Bertagna" che lascia molto perplessi per alcuni contenuti e per le conseguenze che lo schema previsto potrà avere sulla formazione degli studenti e sull'avvenire di molti docenti.

Data la mole di innovazioni e di particolarità che la relazione contiene mi soffermerò solo su alcuni passi fondamentali.

 

Uno dei punti centrali che mi spinge a cercare un'alternativa valida è quello relativo alla nuova configurazione della scuola secondaria superiore (ciclo secondario di 4 anni).

 

LO STATO DELLE COSE

Parto da alcuni dati che desidero considerare come acquisiti (data anche l'opinione diffusa della loro effettiva realizzazione):

- si avverte l'esigenza ministeriale di accorciare da 13 a 12 anni il percorso scolastico degli alunni, o per lo meno - io direi - di quelli che dimostrano di essere in grado di raggiungere gli stessi obiettivi formativi con un anno di anticipo, in particolare per permettere un accesso precoce all'Università o al mondo del lavoro (sia chiaro che l'attuale distribuzione sarebbe graditissima);

- il problema dell'onda anomala rende complicato inserire la "sparizione" dell'anno scolastico in questione sia alle elementari che alle medie, mentre diventa più agevole l'accorciamento del quinquennio di II grado, anche se da più parti è stata sottolineata la necessità, soprattutto per alcuni corsi delle superiori, di mantenerne la durata attuale;

- la legge Finanziaria per il 2002 ha introdotto il nuovo criterio degli "organici di istituto" che basano la propria consistenza sul numero degli alunni e non più su quello delle classi, determinando già dall'anno prossimo un consistente riassestamento delle disponibilità dei posti;

- l'ipotesi Bertagna indica una drastica riduzione delle ore settimanali di frequenza in tutte le classi che, sommandosi alla possibilità di estendere fino a 24 ore l'orario settimanale dei docenti, comporterà un ulteriore calo occupazionale.

 

LA  PROPOSTA  FLORIT

La mia proposta di riforma dell'ordinamento scolastico si fonda sulla possibilità di diversificare l'iter scolastico dopo il secondo anno della scuola secondaria di II grado, offrendo la possibilità di un tragitto alternativo più qualificato e più breve, anche se di maggiore impegno. La espongo per punti.

1. La riforma del percorso scolastico interessa, come nel progetto Bertagna, solo le scuole superiori e può partire già dall'a.s. 2002/03 con le classi prime (coinvolte solo a livello informativo e progettuale).

2. Gli alunni delle classi prime vengono informati che il loro rendimento (in termini di conoscenze, competenze e capacità possedute e/o acquisite, comportamento incluso) verrà specificamente valutato nel corso del biennio allo scopo di individuare gli studenti candidati ad accedere, in luogo del triennio conclusivo, ad un "biennio avanzato" (BA). Questo permetterà loro, se vorranno, di concludere gli studi superiori in soli 4 anni.

3. Gli istituti possono organizzare tutte le attività integrative necessarie al potenziamento degli alunni intenzionati ad accedere al BA.

4. Alla fine del secondo anno, tra gli alunni che hanno presentato domanda di accesso, l'organo collegiale di valutazione della classe individua gli allievi che vengono ammessi al BA.

5. Alla fine del primo biennio, pertanto, ogni istituto ha la possibilità di attivare due corsi paralleli per ogni indirizzo:

- uno "tradizionale" di durata triennale (secondo gli attuali programmi e l'orario settimanale deciso dal MIUR);

- uno "avanzato" di durata biennale (con nuovi percorsi formativi elaborati dalla scuola e con un orario settimanale incrementato di 5-6 ore rispetto al corso tradizionale).

Le scuole hanno pertanto davanti due interi anni scolastici per poter progettare i nuovi programmi "avanzati".

6. Il numero dei corsi "avanzati" attivabili e il numero degli alunni per ciascun corso (che indicativamente potrebbero essere da 8 a 18-20) viene stabilito sulla base delle preferenze degli alunni tra i due percorsi, della disponibilità oraria dei docenti e dell'organico di istituto, in modo che ne sia garantita la stabilità. 

7. In caso di insuccesso alla fine del primo anno "avanzato", l'alunno può ripetere l'anno "avanzato" ovvero, su sua richiesta e su giudizio dei docenti, iscriversi direttamente al 4° anno tradizionale (il secondo del triennio conclusivo) senza perdita di anni rispetto al corso tradizionale.

8. Alla fine del triennio tradizionale e del biennio avanzato gli alunni affrontano lo stesso esame di Maturità (secondo le regole stabilite dal MIUR). Pertanto i primi maturi diciottenni si potranno avere già tra 4 anni scolastici. L'eventuale futura abolizione del valore legale del titolo di studio potrebbe rendere significativa la modalità del suo conseguimento.

9. In questo modo si garantisce a tutti gli alunni il diritto ad una formazione superiore quinquennale, ma si permette ai ragazzi più impegnati di accedere all'Università o al mondo del lavoro con un anno di anticipo.  

10. L'organizzazione dei corsi "avanzati" rientra nel potere decisionale "autonomo" di ogni singolo istituto e costituisce parte integrante del Piano per l'offerta formativa, anche quale possibile indice di qualità del servizio offerto. Non si esclude in tal senso che un Liceo Classico o Tecnologico, come esempio, possa ritenere indice di qualità il mantenere quinquennali tutti i propri corsi o che un Liceo Economico, al contrario, possa ritenere più qualificante l'attivazione del maggior numero possibile di corsi quadriennali (anche se logica e statistica indicano che mediamente la maggior parte dei corsi dovrebbe rimanere tradizionale). Il POF quindi avrà il compito di informare le famiglie e gli studenti sui possibili percorsi formativi che potranno incontrare in quella scuola.

11. Questo tipo di organizzazione didattica rende anche possibile un più proficuo utilizzo delle reti di scuole o della collaborazione tra istituti, dato che alcuni studenti di una scuola potrebbero accedere ad un corso avanzato attivato in un altro istituto, che potrebbe fornire in cambio altri alunni interessati ad un corso (avanzato o tradizionale) istituito nella prima scuola.

Da sottolineare inoltre che il risultato conseguito da un alunno alle medie ed il suo rendimento nei primi due anni delle superiori, entrando nei criteri di valutazione per l'accesso al "percorso breve", possono diventare uno stimolo di non poco conto, incrementando quella motivazione allo studio e alla formazione di cui tanto si avverte la mancanza proprio in questa parte del percorso scolastico.

 

 



 


 

20/09/2001

3. LE NUOVE GP 2002/03

 

Il consolidamento dell'impiego del Sistema Informativo da parte dell'Amministrazione scolastica (collaudato con le Graduatorie d'Istituto e con le nomine a TD per l'a.s. 2001/02), rende ora più concreta la possibilità di alcune modifiche ai criteri di funzionamento delle GP, che, bocciate dalla cecità dei precedenti Governi, appaiono ora facilmente attuabili, soprattutto alla luce dell'ottica del ministro Moratti. Pertanto ripresento le proposte da me avanzate, con l'intermediazione del CIPAN, nel 1998 e 1999.

 

Mi riferisco in particolare alla possibilità, per i candidati inclusi in GP, di essere iscritti in DUE PROVINCE (ai fini dell'immissione in ruolo).

 

Il criterio è semplice e lo descrivo per punti:

1. Nel prossimo inverno si darà atto alla seconda integrazione delle GP.

Secondo le disposizioni vigenti, i candidati già presenti in GP avranno due possibilità: restare nella stessa provincia ed aggiornare il proprio punteggio/posizione oppure trasferirsi in altra provincia ed aggiornare il punteggio/posizione.

I candidati non ancora presenti in GP sceglieranno la provincia e presenteranno i propri titoli valutabili.

 

2. Attualmente le GP riportano già una indicazione "S", che aveva significato solo per l'a.s. 2000/01, dato che indicava la disponibilità dichiarata dal candidato ad accettare Supplenze per l'a.s. 2000/01 (modello 3 della domanda presentata nel 2000). La mancanza della lettera "S" rendeva il docente interpellabile, l'anno scorso, solo per le nomine in ruolo.

 

3. Ebbene, il nuovo criterio dovrebbe offrire la possibilità al candidato di scegliere (solo per il ruolo) anche una seconda provincia.

Per ottenere ciò il docente:

a) decide la provincia di "prima scelta", cioè quella in cui desidera essere interpellato sia per il ruolo sia per le supplenze a T.D. (esattamente com'è adesso);

b) presenta in tale provincia (ad una scuola) la domanda per l'aggiornamento del punteggio, se già presente in GP, ovvero per l'inclusione; se vuole cambiare provincia, presenta anche la domanda di trasferimento dalla precedente provincia; nelle GP di tale provincia al suo nominativo risulterà associata la sigla "S" (disponibilità per supplenze);

c) decide la provincia di "seconda scelta", cioè quella in cui desidera essere interpellato esclusivamente per il ruolo;

d) presenta SEMPRE nella stessa scuola (che cura tutta la sua pratica) la domanda per l'inclusione anche nella seconda provincia; nelle GP di tale provincia al suo nominativo NON risulterà associata la sigla "S" (non potendo effettuare supplenze in tale provincia).

 

Tale procedura non comporterà alcun aggravio di lavoro per l'Ufficio che cura la pratica (né ritarderà la pubblicazione delle graduatorie), in quanto il candidato risulterà iscritto nella provincia di "seconda scelta" per semplice trasposizione del punteggio già posseduto nella prima (che viene calcolato una sola volta). 

Il Sistema Informativo riporterà, per ogni candidato, le sigle delle due province, nell'ordine di preferenza (consentendo ogni controllo).

Il nominativo del docente immesso in ruolo da una GP, verrà depennato in entrambe le province l'anno successivo, prima delle nuove assunzioni (l'anno di nomina verrà indicato nella graduatoria); questo gli permetterà, nel corso dello stesso a.s., di poter accettare la nomina a T.I. anche nella seconda provincia, previa rinuncia alla prima individuazione (questo criterio ricalca quello già in vigore per le ex-graduatorie "per soli titoli").

Un'alternativa a quest'ultimo punto è quella di mantenere l’iscrizione nelle graduatorie della seconda provincia fino alla nuova nomina in ruolo

 

Le procedure di nomina per Supplenza non subiranno alcuna complicazione, dato che verranno interpellati solo i candidati con la "S".

 

4. Questo criterio vuole offrire una maggiore possibilità di assunzione a T.I., soprattutto alla luce dell'unificazione delle ex terza e quarta fascia. 

L'uso del Sistema Informativo ed i nuovi tempi impartiti dal ministero Moratti (L. 333/01) obbligheranno anche le Amministrazioni abitualmente più "pigre" ad uniformarsi alle scadenze stabilite a livello nazionale, evitando i danneggiamenti finora subiti dai candidati iscritti in tali province.

 

5. Le SCUOLE-POLO, già istituite nel corrente anno scolastico e associate alle diverse classi di concorso o ordini di scuola, individueranno nel mese di giugno, a partire dal 2002, anche i destinatari di nomina a Tempo Indeterminato per gli stessi insegnamenti.

 

 



 

20/09/2001

2. L'ACCESSO ALLE GP 2002/03

 

Una delle questioni principali che si solleveranno tra non molto, non appena si inizierà a definire il decreto di regolamentazione della fase di integrazione delle GP 2002/03, sarà quella legata agli accessi e ai trasferimenti di provincia.

 

ACCESSI

I nuovi ingressi nelle GP andranno ad interessare la terza fascia

La legge 124/99 indica il diritto all'inserimento degli abilitati con la sessione riservata prevista dalla stessa legge e indetta, in più fasi, dalle OOMM 153/99, 33/2000 e 1/2001 (l'ultima delle quali dovrebbe concludersi entro quest'anno). Tra questi, gli accessi riguarderanno i docenti che si abiliteranno con la fase "OM 1/01" (compresi quelli che nel frattempo hanno visto risolversi positivamente una posizione di mancanza dei requisiti di ammissione alle precedenti fasi).

La legge 333/01 stabilisce che potranno inserirsi nella III fascia delle GP i diplomati delle SSIS e gli idonei del concorso ordinario.

 

Rimangono tuttavia esclusi dalla possibilità d'iscriversi alle GP due gruppi di aspiranti:

a) coloro che, pur possedendo i titoli d'accesso già al tempo della prima integrazione delle GP, non hanno finora mai presentato la domanda di iscrizione o è stata loro respinta per mancanza della firma o per presentazione oltre i termini previsti;

b) coloro che, avendo rifiutato la proposta di contratto a Tempo Indeterminato negli ultimi due anni scolastici, sono stati depennati dalla graduatoria permanente; si crea anche una notevole disparità tra coloro che si trovavano in prima fascia (che mantengono l'iscrizione nella GP della "seconda" provincia) e quelli inseriti nelle successive fasce.

Quelli del gruppo a) avrebbero diritto all'accesso in quanto ne possiedono i titoli, ma hanno solo perso l'occasione di iscriversi; quelli del gruppo b) avrebbero diritto a potersi reinserire nelle GP (comunque in III fascia) dato che queste graduatorie non sono relative a procedimenti concorsuali né sono soggette a scadenza, e pertanto chi ne venisse depennato dovrebbe conservare il diritto a ripresentare la domanda di inserimento, come fosse un nuovo ingresso. 

 

Ritengo pertanto che per i docenti appartenenti a questi due gruppi debba essere prevista un'apposita disposizione, nel decreto che regolerà la prossima integrazione delle GP, che non li lasci esclusi dalla possibilità di inserimento nella terza fascia delle graduatorie. 

Eventualmente, per quelli del gruppo b), potrebbe essere prevista una "sosta" di un anno prima di potersi reinserire in graduatoria (la domanda dovrebbe in tal caso includere la dichiarazione dell'anno di depennamento).

Nessun vincolo invece dovrebbe riguardare quelli del gruppo a).

 

 

TRASFERIMENTI DI PROVINCIA

La legge 333/01 stabilisce che le GP vengano integrate annualmente.

Resta però da definire se con la stessa cadenza potranno avvenire anche i trasferimenti da una provincia all'altra. Infatti la norma precedente prevedeva integrazioni periodiche (presumibilmente triennali) con possibilità di trasferimento "in coda" negli anni intermedi.

Sono dell'opinione:

- che consentire trasferimenti "annualmente" possa creare problemi alle amministrazioni, provinciali o scolastiche che siano, con difficoltà gestionali e di controllo ed inevitabili ritardi nelle procedure di nomina;

- che aspettare un triennio o finire in coda ad una graduatoria possa essere un ottimo deterrente ai continui spostamenti, ma che possa rappresentare un provvedimento eccessivo;

- che pertanto una soluzione ottimale possa essere quella, pur mantenendo annuale l'integrazione, di consentire i trasferimenti di provincia (senza accodamento) ogni DUE anni, cioè in ogni anno pari, mantenendo in pratica la cadenza 2000, 2002, 2004, ecc..

 

 

 



 

09/07/2001

1. LE NOMINE DEI SUPPLENTI ANNUALI DA PARTE DEI DIRIGENTI SCOLASTICI (in calce, una nota di commento)

 

Il comma 6 dell'art. 1 ed il comma 2 dell'art. 4 del D.L. n. 255/01 prevedono che, decorso il termine fissato dagli stessi commi, siano i dirigenti scolastici (DS) a provvedere alle nomine di supplenza annuale e fino al termine delle attività didattiche, attingendo prioritariamente alle graduatorie permanenti (GP) ed in subordine alle graduatorie d'istituto (GI).

Tale attribuzione ha fatto subito nascere delle forti perplessità, in quanto non offre garanzie di equità nelle nomine, di effettivo scorrimento delle graduatorie e di rispetto dei diritti di scelta degli aspiranti.

La stessa espressione usata nel decreto "attingendo" alle graduatorie crea ambiguità interpretative sul criterio di individuazione del supplente.

 

Per questo motivo ho elaborato la seguente proposta, di cui mi faccio promotore, che espongo per punti.

- Il dirigente territorialmente competente (provveditore) predispone e pubblica un elenco provinciale, in cui individua, per ogni graduatoria ovvero gruppo di graduatorie,  un istituto scolastico di competenza ("scuola polo"). Tale elenco è permanente. 

- Annualmente egli mette a disposizione del Dirigente di ciascuna scuola polo coinvolta la lista dei posti disponibili per la corrispondente graduatoria provinciale.

- Decorso il termine fissato (31/8 quest'anno, 31/7 dal prossimo) il DS si occupa, per i posti non ancora assegnati, dell'individuazione dei destinatari delle supplenze per ogni classe di concorso assegnata alla sua scuola, utilizzando la GP provinciale.

- Il dirigente territorialmente competente stabilisce e pubblicizza anche le date (in un arco ristretto di giorni) di convocazione degli aspiranti per ciascuna graduatoria presso la scuola di competenza. Il DS, scorrendo la GP, individua i destinatari delle nomine annuali o fino al termine delle attività didattiche. Il resoconto delle individuazioni e delle rinunce viene trasmesso all'Ufficio provinciale.

- Il candidato stipulerà  poi il contratto a tempo determinato con il DS della sede di servizio.

- Nei giorni successivi i DS assegneranno i posti ancora disponibili e gli spezzoni inferiori alle 7 ore dei propri istituti utilizzando le GI.

 

Mi piace perché:

- non richiede particolari implicazioni telematiche né invii di centinaia di telegrammi;

- le istruzioni da impartire ai DS sarebbero semplici: un regolamento stampato, una riunione di coordinamento, l'elenco delle cattedre intere e di quelle eventualmente frammentabili in spezzoni, con l'indicazione di quali sono annuali e quali al 30/6 (il tutto reso pubblico con anticipo), la GP e gli stampati per le proposte d'assunzione;

- in un periodo ristrettissimo di tempo sarebbero completate tutte le nomine provinciali; tutti gli aspiranti conoscerebbero con largo anticipo la data di convocazione (importante perché il mese destinato alle nomine è agosto - settembre solo per quest'anno -);

- ogni candidato saprebbe qual è la scuola e il DS di riferimento per la propria graduatoria e ogni DS incaricato saprebbe quale graduatoria gestire e seguire; graduatorie con tanti candidati sarebbero assegnabili anche "per parti" e gestibili in giorni consecutivi;

- si realizza un controllo diretto sullo scorrimento delle GP e i candidati usufruiscono dell'intero panorama dei posti disponibili.


Nota

Dopo il terzo retro-front del ministero sui criteri da adottare per le nomine a TD effettuate dai dirigenti scolastici (con cui il 7 agosto il MIUR informava che non intende dare "istruzioni" ai DS, ma li lascia liberi di scegliere sulla base dei principi dell'autonomia scolastica), un ulteriore ripensamento (il quarto) ha portato il ministero ad emanare due note tecniche (prot. 2132 del 9/8/01 e prot. 2133 del 10/8/01, ma aggiornata il 28/8/01) che invece forniscono indicazioni soprattutto temporali e informatiche, pur lasciando ai dirigenti scolastici libertà nella scelta dei candidati da reclutare.

Tuttavia il 22 agosto a Milano la Direzione Generale Regionale e i sindacati hanno sottoscritto un'intesa per la creazione di scuole-polo che conferiscano le supplenze per tutto il territorio provinciale. Ovviamente l'Associazione Nazionale Presidi, che pretende il potere assoluto in materia di nomine, ha fortemente contestato l'intesa milanese. 

Successivamente, in tutt'Italia, si è avuta una progressiva adesione al criterio delle "scuole-polo", arrivando perfino al 5° ripensamento del ministro, che ne ha infine accettato l'applicazione, il 30 agosto.  

 

Precedentemente il sottosegretario Valentina Aprea, nelle sedute del 19, del 24 e del 25 luglio alla Camera (per la conversione in legge del DL 255/01), aveva ribaltato la decisione che appariva già presa (quella delle scuole-polo del 13 luglio) ed era tornata alle nomine annuali fatte dai Dirigenti scolastici secondo il "normale" criterio della chiamata diretta. Il sottosegretario aveva escluso categoricamente che un Dirigente scolastico potesse pensare di effettuare delle nomine in ambito provinciale (in realtà il dirigente avrebbe solo individuato dei destinatari sulla base di una graduatoria; la stipula del contratto avrebbe riguardato esclusivamente il docente e il DS dell'istituto). 

Cos'era successo? Ahimè, purtroppo nel frattempo l'Ulivo si era fatto portavoce, in XI Commissione della Camera, di una proposta simile... (scuole-polo che avrebbero nominato per ambiti territoriali) e altri parlamentari dell'opposizione avevano presentato in Aula degli emendamenti che ricalcavano esattamente la mia proposta, sotto riportata, che pertanto è risultata "inaccettabile" dalla Aprea.

L'opposizione aveva tentato in tutti i modi di far riflettere il sottosegretario sulla realtà del criterio scelto dal ministero, ma l'ostinazione della Aprea ha portato ad un secco rifiuto di qualsiasi proposta migliorativa. 

"È singolare la proposta del centrosinistra della scuola-polo - ha dichiarato la Aprea - chissà perché un dirigente dovrebbe avere la competenza di effettuare nomine per tutta la provincia, non si capisce perché si debba dare fiducia ad un solo dirigente e non a tutti".

Un ripensamento decisamente notevole rispetto a quanto già comunicato alle Organizzazioni sindacali convocate a Roma il 13 luglio u.s. proprio per informarle del nuovo criterio di nomina, di cui era stata addirittura  annunciata l'imminente Circolare.

In seguito un po' tutte le organizzazioni sindacali hanno iniziato a sposare l'idea delle scuole-polo, fino addirittura a rivendicarne la paternità. Ciò ha comunque contribuito ad una buona propaganda di questo criterio (tanto che, attualmente, le scuole-polo sono indicate perfino dal ministero - quinto ripensamento - come criterio applicabile per le nomine a TD).

 

Vi invito alla rilettura del resoconto dell'incontro Ministero-Oo.Ss. del 13/07/2001 fornito dalla UIL-Scuola ed in seguito confermato anche dallo SNALS sul suo sito, pubblicato il 24/7 da "La Repubblica" e dichiarato per iscritto il 27/7 dal provveditore di Modena come criterio da adottare per le nomine.

 

"SUPPLENZE ANNUALI

In data odierna (13/7/01) si è svolto un incontro tra l’amministrazione e le OO.SS. sull’applicazione dell’art. 1, comma 6, del Decreto Legge 255/01, relativo al conferimento delle supplenze annuali e fino al termine dell’attività didattica da parte dei dirigenti scolastici, successivamente al 31 agosto 2001, attingendo dalle graduatorie permanenti. Per la UIL scuola hanno partecipato Massimo Di Menna e Pasquale Proietti.

Sulla materia l’amministrazione ha preannunciato l’emanazione di una circolare che, al fine di garantire il rigido rispetto delle graduatorie permanenti, prevede che entro la fine del mese di agosto ogni dirigente territoriale dovrà convocare una conferenza di servizio dei dirigenti scolastici della provincia al fine di individuare le "scuole polo" che dovranno gestire tutta la partita delle supplenze annuali e fino al termine dell’attività didattica e ogni "scuola polo" sarà chiamata a gestire le supplenze relative ad un gruppo di classi di concorso tra loro omogenee o affini.

Tutte le operazioni dovranno concludersi entro la prima metà di settembre e, per accelerare le procedure, ogni "scuola polo" oltre ad avere le disponibilità relative alle supplenze che dovrà gestire direttamente dovrà essere in grado di fornire anche l’informativa su altre tipologie di supplenze che non gestisce direttamente e sulle quali gli aspiranti supplenti potrebbero esercitare diritto di scelta.

La conferenza di organizzazione potrà decidere l’eventuale utilizzo di personale amministrativo di altre scuole nelle "scuole polo" e, in caso di necessità, le stesse "scuole polo" potranno procedere ad assunzione di ulteriore personale, al massimo per un mese, mediante contratti di prestazione d’opera.

Le "scuole polo" procederanno solo all’individuazione degli aventi diritto alla nomina mentre i contratti di lavoro verranno stipulati dai dirigenti scolastici.

Su tutta la materia è prevista l’informazione preventiva e successiva alle OO.SS. territoriali. "

 

Una constatazione: peccato. Per una volta che ... 


 


 

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